Prima puntata di Carosello Rewind in onda su Radio3 il 14/4/2013 alle 10:50 presentata da Giampiero Vigorito.
Il testo seguente è tratto dalla pagina ufficiale

Ascolta questa puntata
[jwplayer file="http://media.carosellomito.net/rewind/rewind-2013-04-14.mp3" width="650" height="28"]

Carosello Rewind (prima puntata)
"Carosello ha educato i nostri figli, è stato, dal lontano 1957, un appuntamento e una pausa nell’angoscia quotidiana”, scriveva Enzo Biagi sul Corriere della Sera nel ’76, un anno prima dalla sua cancellazione dagli schermi della Rai. “Carosello mostrava un mondo che non esiste, un italiano fantastico, straordinario: alcolizzato e sempre alla ricerca di aperitivi o di qualcosa che lo digestimolasse; puzzone, perennemente bisognoso di deodoranti, di detersivi sempre più bianchi; incapace di distinguere fra la lana vergine e quell'altra; divoratore di formaggini e scatolette, e chi sa quali dolori se non ci fossero stati certi confetti, che, proprio all'ora di cena, venivano a ricordare come, su questa terra, tutto passa in fretta".

Ripercorrendo i primi passi di Carosello, ad alcuni verranno in mente le nostalgiche atmosfere di “Mad Men”, una serie televisiva americana incentrata proprio sulle vicende delle agenzie pubblicitarie di Madison Avenue nella New York degli anni 60. "Mad Men" fotografa il mondo della pubblicità nel momento della sua più radicale rivoluzione. La stampa e la radio stanno per essere affiancati dal più potente mezzo di conquista del consenso di massa: la televisione. Il mercato conosce un’espansione prepotente, al posto di un’elite che non riesce più a interpretare il senso della trasformazione viene reclutata una schiera di giovani autori, scrittori e direttori artistici. Le figure degli account o dei copywriter si rafforzano rapidamente, pescando da tutto ciò che suggerisce una sempre più vivace scena artistica e sociale. In questa velocissima transizione, incredibilmente ambizioso e sicuro di sé, Don Draper, il protagonista ha impiegato il tempo necessario per ingoiare tre scotch di fila e ha cominciato a guidare la macchina del business e della persuasione a suo favore. L’ingegno e la creatività, come la musica jazz, stanno surclassando le vecchie regole dell’establishment della pubblicità. La progettazione di un nuovo modo di pensare si sta diffondendo attraverso i giornali, le riviste e gli schermi televisivi. La storia della pubblicità moderna comincia qui, con questi uomini di Madison Avenue che hanno creato la pubblicità più radicale e influente che si sia mai vista, trasformandone rapidamente i metodi, la pratica e l’esecuzione. Le loro agenzie hanno dato il via al decennio più vertiginoso e innovativo della storia.

Ma chi furono i Mad Man italiani, quali creativi si misero al servizio di Carosello? Chi furono gli artefici del periodo che portò anche il nostro Paese all’età dell’oro della pubblicità e che rivoluzionarono il mondo della comunicazione? Per la causa di Carosello vennero mobilitati i più grandi registi: dal pioniere Luciano Emmmer ad Age e Scarpelli, Luigi Magni, Gillo Pontecorvo, Ermanno Olmi, Sergio Leone, Ugo Gregoretti, Pupi Avati, Pier Paolo Pasolini, Federico Fellini. Anche tra gli attori nessuno riuscì a schivare la rete dei commercial all’italiana: da Alberto Sordi a Totò, da Nino Manfredi a Vittorio Gassman, da Gino Cervi a Eduardo de Filippo, da Raimondo Vianello a Ugo Tognazzi, da Delia Scala a Virna Lisi. Il contributo di registi e attori, con la collaborazione dei migliori autori disponibili sulla piazza sfiorò il miracolo: Jean-Luc Godard arrivò a dire: "A parte Rossellini il meglio del cinema italiano negli anni '50 e '60 è stato Carosello".