Quinta e ultima puntata di Carosello Rewind in onda su Radio3 il 28/4/2013 alle 10:50 presentata da Giampiero Vigorito.
Il testo seguente è tratto dalla pagina ufficiale

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Carosello Rewind (quinta puntata)
A un certo punto sono arrivati loro, i Walt Disney Made in Italy, i maghi del disegno animato, gli inventori di una serie di personaggi che in pochissimo tempo sono entrati nella storia del costume per impadronirsi del nostro immaginario. Da un foglio di carta o da un bozzetto sono scivolati nella scatola magica di Carosello la Vispa Teresa, il Vigile Concilia, Olivella e Mariarosa, Susanna Tuttapanna, l'Ippopotamo Pippo, Jo Condor, Tacabanda, Gregorio il Guardiano del Pretorio, Unca Dunca, Capitan Trinchetto, Carmencita e il Caballero, Lancillotto e i Cavalieri della Tavola Rotonda. I nostri eroi di cartone avevano a disposizione 100 secondi per trascinarci nelle loro avventure. Ma era un tempo sufficiente per entrare nell'immaginario collettivo e creare dei veri e propri stereotipi. I primi cartoni animati compaiono nel '58: sono "Angelino" per il detersivo Supertrim e "l'Omino coi baffi" della caffettiera Bialetti, entrambi inventati da Paul Campani che firmerà anche molti altri personaggi come Toto e Tata per Motta, Riccardone e Svanitella per la Superiride e Miguel "son sempre mi" per la Talmone.

Il pulcino Calimero, che esce fuori dalle matite dei fratelli Nino e Toni Pagot, fa il suo esordio televisivo il 14 luglio del '63. A suo modo quel 14 luglio diventa la data di un'altra Rivoluzione. Il pulcino che crede di essere nero ma è solo sporco si trasforma in un fenomeno di massa. Viene ribattezzato Calimero Gigi Meroni, la famosa ala del Torino, un George Best all'italiana, tutto genio e sregolatezza. Il suo destino sarà ineluttabilmente nero: morirà a soli 24 anni investito dalla macchina di un supertifoso granata che tempo dopo diventerà il presidente della squadra del Toro. Due anni dopo il suo esordio in TV una studentessa di Torino, si laurea in psicologia con una tesi intitolata "Calimero, Antieroe della Favolistica Pubblicitaria". Tesi poi discussa al quindicesimo Congresso dell'Associazione Italiana Psicologi. Perché Calimero è ormai diventato un modo di essere. Uno specchio dell'anima, una tipologia caratteriale. In pochi anni Nino e Toni Pagot produrranno 100 quintali di carta pieni zeppi dei loro pupazzi: una quantità di fogli che, stesi uno accanto all'altro, potrebbero colorare il guard rail dell'Autostrada Milano-Venezia. "Il pregio del cartone animato è la sua costante fedeltà all'azienda per la quale era stato creato", ha raccontato Nino Pagot in un'intervista pubblicata dal settimanale "Oggi" nel 1967 e raccolta in un'inchiesta firmata da Lorenzo Vincenti: "Per un attore o un cantante la storia è diversa, può cambiare facilmente cliente e quindi provocare una certa confusione nel pubblico. Al contrario, il limite, chiamiamolo così, del pupazzo consiste nell'eccesso di simpatia: i telespettatori, alla fine, ricordano il nome del personaggio ma non il prodotto che pubblicizzano". Quasi tutti i loro pupazzi sembrano programmati per una specie di epidemia che contagia prima i bambini poi le mamme, le responsabili della spesa e poi i papà, il fondo cassa.

Intanto, alle porte di Milano è sorta quella che potremo definire una Factory di Carosello, una specie di Hollywood del mondo pubblicitario. Si chiama Cinelandia e nei suoi attrezzatissimi e moderni studi si avvicendano i nuovi divi del piccolo schermo: da Gino Cervi a Mina, da Gino Bramieri a Nino Benvenuti, tutti inseriti in una macchina che macina Caroselli in quantità industriale. A Cinelandia ha il suo regno un'altra importante dinastia di creatori, un'altra coppia di fratelli: Roberto e Gino Gavioli. Il loro primo ingresso sulla scena di Carosello avviene con Ulisse e la sua Ombra. Gli attori provenienti da esperienze teatrali di matrice dialettale come nel caso di Gilberto Govi, Erminio Macario o Eduardo de Filippo, raccontavano un'Italia che per entrare faticosamente nel boom economico era stata costretta a percorrere centinaia di chilometri e a dar vita a una difficile emigrazione di massa. Con i fratelli Gavioli la tradizione continua: le loro creature sono caratterizzate da un marcato accento dialettale. Il vigile Concilia (doppiato da Virgilio Savona del Quartetto Cetra) è di origine sicula, il Troglodita e il Cavallo Derby, quello di mannaggia la Cavallina, hanno la voce di Alighiero Noschese e l'accento veneto il primo, toscano il secondo, Caio Gregorio er Guardiano der Pretorio è ovviamente votato all'accento romanesco mentre un delirante lombardo maccheronico è alla base di Mammut Babbut e Figliut.

A questo Gotha di disegnatori occorre aggiungere altri due brillantissimi creativi che hanno dato un contributo fenomenale a Carosello, Osvaldo Cavandoli e Bruno Bozzetto. Cavandoli, che si era fatto le ossa lavorando proprio nello studio dei fratelli Pagot si era ritrovato a lavorare in proprio. Il suo contributo per la storia di Carosello è stato tra i maggiori per qualità, intuito artistico e capacità di precorrere e resistere alle mode. Cavandoli è stato il creatore della serie Lancillotto e i Cavalieri della Tavola Rotonda per la Pavesi e della mitica "La Linea" utilizzata nello spot delle pentole Lagostina. A questa lista di maestri della pubblicità si aggiunse il genio di un personaggio poliedrico e dalla creatività debordante, Armando Testa. Aveva coperto ogni ruolo, in una squadra destinata alla comunicazione poteva giocare a tutto campo: da cartoonist, da disegnatore, da pubblicitario puro. Fu il vero artista del gruppo, l'unico capace di preconizzare una specie di visione in 3D per le sue creature. Fu l'inventore dei personaggi conici Carmensita e Caballero per il caffè Paulista, degli abitanti sferici del Pianeta Papalla per la Philco, dell'Ippopotamo azzurro Pippo per la Lines.