Terza puntata di Carosello Rewind in onda su Radio3 il 21/4/2013 alle 10:50 presentata da Giampiero Vigorito.
Il testo seguente è tratto dalla pagina ufficiale

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Carosello Rewind (terza puntata)
La nascita della televisione avvenne ufficialmente nel gennaio del 1954. Il rodaggio durò almeno 3 anni. Più o meno il tempo che si concesse alla partenza di Carosello, avvenuta nel febbraio del '57. Da quel punto, progressivamente, la tv cominciò a diventare sempre più popolare, a trovare la sponda giusta per una diffusione più larga e radicale. All’inizio, tenuto conto che un buon televisore costava all’incirca quanto un’utilitaria di seconda mano, rimase un lusso per pochi. In una programmazione più che in bianco e nero, seriosamente grigia, due programmi permisero un’autentica svolta. "Lascia o Raddoppia?" di Mike Bongiorno e "Il Musichiere" di Mario Riva.

In effetti "Lascia o Raddoppia?" fu una specie di follia collettiva. Il giovedì l’Italia si fermava in blocco. Decine di migliaia di ristoranti, di bar e di locali si erano attrezzati con un televisore nella sala principale. Gli stessi cinema, per evitare la desertificazione, avevano fatto ricorso al trucchetto del doppio spettacolo. Alle 20,40 si interrompeva la proiezione del film e si seguiva il gioco a quiz di Mike Bongiorno su dei televisori sistemati su delle grosse mensole. Chi possedeva una televisione in casa si era visto la sua vita totalmente sconvolta senza avere neppure il tempo di rendersene conto. Anche le persone più schive e solitarie del mondo, gli asociali cronici si trovarono di colpo la casa, i giovedì sera, infestata da amici, parenti e vicini. In pochi mesi la corsa verso l’elettrodomestico delle magie costrinse la gente a procurarsene una; almeno 400mila persone furono costrette a indebitarsi o a privarsi del necessario. Nel 1958 un settimanale pubblicò la foto di una borgata romana con i tetti delle baracche infilzati da una serie sconfinata di antenne. Quella foto diceva più cose di qualsiasi indagine sociologica. I concorrenti più bravi erano diventati autentici divi. I primi esemplari di quegli eroi catodici erano ormai più famosi di un calciatore o di una star del cinema. A tavola o al bar si parlava fluentemente del maestro Lando Degoli e del caso del controfagotto, della bionda Paola Bolognani esperta di calcio come neanche Niccolò Carosio, le stravaganze di Marianini, un visionario dandy alla Oscar Giannino, bucavano i video con un sapore chic sartoriale, mentre le curve della tabaccaia Luisa Garoppo avevano spedito molti uomini fuori strada. Come seguendo un meccanismo a orologeria, proprio mentre l’effetto "Lascia o Raddoppia?" stava rischiando di girare a vuoto, arrivò il momento del "Musichiere" di Mario Riva. Il contagio fu immediato. Il gioco era di livello inferiore a quello di Mike Bongiorno, si limitava al solo ambito musicale e non produceva né mostri né divi. Ma aveva un approccio più immediato, divertente e sicuramente spettacolare, con dei siparietti leggeri, da festa tra amici. Su tutto volava la comicità spontanea e la grande carica umana di Mario Riva: il presentatore che mischiava la professionalità a un approccio più diretto e familiare. Se "Lascia o Raddoppia?" lo si seguiva con la mente, il "Musichiere" lo si sentiva direttamente col cuore.

Domenica del 3 febbraio 1957, alle ore 20.50 come aveva preannunciato il "Radiocorriere", Carosello aprì materialmente il sipario su un’Italia che usciva dalla ricostruzione per entrare nella stagione del boom economico. "Il nome scelto, aveva molti significati", ha raccontato Marcello Severati, il direttore generale della Sacis di allora. "Poteva significare torneo, parata di cavalieri, ma in napoletano era anche la palla di creta di un antico gioco di origini arabe, introdotto proprio a Napoli dagli spagnoli tra la fine del 400 e l’inizio del 500. Ma Carosello era detto anche un salvadanaio di creta. E poi Caruso, proprio a Napoli è il bambino con la testa ancora pelata: il Carusiello". "Nel nome c’era già tutto: il bimbo, i soldi, il gioco, il torneo, Napoli", ha ricordato Marco Giusti, l’autore Stracult di Blob, uno dei massimi esperti della storia di Carosello. "La sua parola chiave è ricordo. Per chi ha più di 35 anni Carosello è la televisione, ed è l’ infanzia. Perché dentro c’è tutto, come nel mondo duplex di Nembo Kid: c’è il cinema, c’è la radio, il varietà, la televisione stessa, l’industria con le invenzioni dell’Italietta di allora. C’è il Moplen e accanto, magari, Moravia intervistato da Mike Bongiorno per lo shampoo Plix nel 1957. E tu, bambino, eri parte integrante dello show in quanto spettatore privilegiato.